Dal 1940, al 1975… sino ad oggi
Le radici del nome
Il concetto di “cacciatori di fantasmi” non nasce dal nulla. Dan Aykroyd, grande appassionato di paranormale e commedie classiche, si ispirò ai film comici sugli spettri degli anni ’40-’50:
- The Ghost Breakers (1940), con Bob Hope e Paulette Goddard (un classico con fantasmi in un castello).
- Hold That Ghost (1941), film di Bud Abbott e Lou Costello.
- Ghost Chasers (1951), con Leo Gorcey ed i Bowery Boys.



Questi titoli usavano parole come Ghost Breakers o Ghost Chasers. Aykroyd partì proprio da lì: la sua primissima bozza del 1981-82 si intitolava Ghost Smashers (o Ghostbusters in una versione ancora più grezza). Era una sceneggiatura enorme, ambientata nel futuro, nell’anno 2012, con viaggi interdimensionali e tonnellate di effetti. Ghost Smashers era un’attività già consolidata, con molte squadre diverse che competevano tra loro. In questa versione, un gruppo di cacciatori di fantasmi viaggiava attraverso il tempo, lo spazio e altre dimensioni per affrontare i fantasmi. Harold Ramis la riscrisse rendendola più “terrena” e newyorkese, ma il titolo rimase in bilico.
Durante la pre-produzione (1983-84) il team sapeva che c’era un problema: il nome Ghost Busters (due parole) era già registrato. Ivan Reitman e gli sceneggiatori prepararono backup: Ghoststoppers, Ghostblasters, Ghostbreakers, Ghostsmashers. Nella famosa scena del commercial TV (quella in cui Venkman, Stantz e Spengler girano lo spot pubblicitario), Bill Murray, Dan Aykroyd e Harold Ramis filmarono due versioni alternative complete: una con “Ghoststoppers” e una con “Ghostblasters“. Queste outtakes sono state recuperate anni dopo e sono su YouTube (canale ufficiale Ghostbusters). Era un piano B concreto: se non avessero ottenuto i diritti, il film sarebbe uscito con uno di quei nomi.
Le origini: 1975 e il vero “primo” Ghost Busters
Nel 1975, l’anno in cui tra l’altro nasce Roberto Scano (“Chiamalo Fato. Chiamala fortuna. Chiamalo karma. Ho la convinzione che tutto accade per un motivo…”), la CBS trasmise The Ghost Busters (due parole separate), una sitcom live-action per ragazzi del sabato mattina prodotta da Filmation. Protagonisti: Forrest Tucker e Larry Storch (ex di F Troop) nei panni di due investigatori paranormali pasticcioni, affiancati da Tracy, una gorilla parlante con cappellino. Solo 15 episodi a basso budget, umorismo slapstick e fantasmi ridicoli. Non c’entrava nulla con proton pack o Slimer, ma il nome Ghost Busters era già registrato da Filmation (poi acquisita da Universal).
Dan Aykroyd, grande appassionato di paranormale (ereditato dalla famiglia), conosceva questa serie. Quando lui e Harold Ramis svilupparono il loro progetto, Columbia Pictures dovette negoziare i diritti sul nome per evitare problemi legali.
La complicata storia del nome “Ghostbusters” e le alternative durante la produzione
Columbia Pictures trattò con Filmation (all’epoca sotto Universal). L’accordo, finalizzato tra il 1983 e il 1984, prevedeva il pagamento upfront di circa 500.000-608.000 dollari più l’1% dei profitti netti del film.
Il licensing era limitato al film cinematografico (non includeva automaticamente animazione, serie TV o sequel). Il film uscì come Ghostbusters (una sola parola, per differenziarsi leggermente). Grazie alla famosa “Hollywood accounting”, però, il film non risultò mai ufficialmente in profitto, e Filmation non incassò un centesimo dall’1%. Lou Scheimer, fondatore di Filmation, lo definì in seguito un “dumb move” (mossa stupida): “Avremmo dovuto pretendere anche i diritti per l’animazione fin dall’inizio”.
La guerra dei cartoni animati del 1986: Ghostbusters vs The Real Ghostbusters
Dopo il clamoroso successo del film (giugno 1984), Columbia voleva subito un cartone animato con i personaggi di Murray & Co., affidato a DIC Entertainment.Filmation, sentendosi tradita perché esclusa dalla produzione animata, decise di resuscitare la propria proprietà del 1975. Nel 1986 lanciò un cartone basato sui personaggi originali (Kong, Spencer e Tracy la gorilla), intitolato semplicemente Ghostbusters (o Filmation’s Ghostbusters).
Columbia reagì aggiungendo “The Real” al proprio cartone per sottolineare chi fossero i “veri” Ghostbusters. Entrambe le serie debuttarono a pochi giorni di distanza nel settembre 1986:
- Filmation’s Ghostbusters: 8 settembre (in syndication);
- The Real Ghostbusters: 13 settembre (su ABC).
La confusione tra i bambini fu enorme. Nel primo episodio di The Real Ghostbusters c’è persino una frecciatina esplicita: Janine risponde al telefono dicendo qualcosa come “Siamo i veri Ghostbusters, non quelli altri”. I produttori confermarono che si trattava di una stoccata diretta a Filmation.
Risultato della “guerra”:
- The Real Ghostbusters (con Slimer, gli originali e tantissimi episodi nuovi) durò 7 stagioni, oltre 140 episodi e uno spin-off (Slimer!), diventando un classico amato da generazioni.
- Filmation’s Ghostbusters durò solo 65 episodi e sparì presto, anche se aveva i suoi fan per il tono più “classico” e slapstick.
Filmation tentò azioni legali, ma l’accordo del 1984 reggeva. Con gli anni i diritti della franchise principale (film e continuity live-action) passarono completamente a Sony/Columbia, mentre lo show del 1975 rimase una curiosità parallela.
1984-1989: Il boom cinematografico
Ghostbusters (8 giugno 1984) fu un fenomeno: incassò oltre 295 milioni di dollari solo negli USA (quasi 800 milioni aggiustati per inflazione), grazie a battute iconiche, la colonna sonora di Ray Parker Jr., Slimer e il Marshmallow Man. Il mix perfetto di commedia, horror leggero e satira newyorkese lo rese un cult immediato.Nel 1989 arrivò Ghostbusters II, meno innovativo ma comunque divertente, con Vigo il Carpatico.
Anni ’90-2010: Animazione, videogiochi e pausa
Dopo il 1989 la saga rallentò sul grande schermo, ma continuò con The Real Ghostbusters (1986-1991) e la più dark Extreme Ghostbusters (1997). Nel 2009 uscì Ghostbusters: The Video Game, scritto con la supervisione di Aykroyd e Ramis e considerato da molti fan “il terzo film” non ufficiale.
2016: Il reboot al femminile (Answer the Call)
Paul Feig diresse un reboot con cast interamente femminile (Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon, Leslie Jones). Controverso per marketing e toni, incassò discretamente ma non abbastanza per un sequel immediato. Gli originali fecero cameo.
2021-2024: Il ritorno della continuity originale
Ghostbusters: Afterlife (2021, diretto da Jason Reitman) è un “legacy sequel” ambientato decenni dopo, che segue la famiglia di Egon Spengler. Riunisce gli originali in ruoli importanti e passa il testimone ai nuovi (soprattutto Phoebe, interpretata da McKenna Grace). Grande successo nostalgico.
Ghostbusters: Frozen Empire (2024, diretto da Gil Kenan) continua direttamente la storia a New York, con una minaccia di ghiaccio antico. Gli originali hanno ruoli più estesi, ma il film divide un po’ i fan e incassa meno del previsto.
Dal 2024 a oggi: presente e futuro
La continuity principale oggi è quella 1984 → 1989 → Afterlife → Frozen Empire, con i nuovi personaggi (Phoebe in testa) al centro. Non ci sono nuovi film live-action confermati per il 2025-2026, anche se McKenna Grace si è detta disponibile. Dan Aykroyd ha suggerito che la prossima generazione porterà avanti la storia.Sony sta puntando su Netflix con una serie animata e un film d’animazione in sviluppo (regia di Kris Pearn). L’idea è espandere l’universo con costi più contenuti. Continuano fumetti (ora Dark Horse), videogiochi (Spirits Unleashed, ecc.) e merchandise.
